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Trofei internazionali: il salvamento inizia a spingere!

Tempo di lettura: 3 minuti

da Acquastampata.com

Ebbene sì, la nuova stagione é ufficialmente iniziata.

La vecchia sembra appena finita, e in realtà é così: il campionato Europeo si é concluso un mese e mezzo fa, ma già si scalpita per gareggiare: prima però un paio di considerazioni vanno fatte.

Sembrava fosse in atto una mezza rivoluzione con la fine delle gare a squadre e l’avvento delle gare a medagliere, ma in realtà non sarà così. Ha vinto il vecchio, quindi il salvamento resterà uno sport di squadra come prima. Con tutte le storture che questo comporta, e qui esprimo la mia opinione: finché questo sarà lo status quo, difficilmente il salvamento in qualsiasi sua forma sarà sport olimpico. Badate bene che ai World Games il salvamento si fa con le gare in piscina, con il medagliere come classifica “ufficiale”.
Mi chiedo come possa venire ammesso alle Olimpiadi uno sport dove magari il vero campione mondiale neanche partecipa. Si parla di Ocean ai Giochi: come facciamo a dire che il vero campione mondiale di lifesaver é quello che fa Ocean? Ma soprattutto chi dice che il campione mondiale di Ocean sia il più forte al mondo, visto che potrebbe non essere convocato se qualcuno (difficile, ma possibile) a canoa e tavola va più forte di lui?

Bene, dopo avervi lasciato con questa mia opinabile ma non infondata problematica, passiamo a noi. Dopo aver ponderato a lungo (un po’ per la fine ritardata dell’anno sportivo, un po’ per i vari congressi internazionali in cui si doveva decidere il nostro futuro o non deciderlo, visto che tutto é rimasto uguale) é uscito il regolamento nazionale. Poche novità, se non per la qualificazione della nazionale. Lascio a voi scoprirlo, ma si invoglia a gareggiare in mare se non altro per il fatto che alcune accoppiate di titoli potrebbero consentire la chiamata in nazionale di diritto: per dirla una, sprint e bandierine.

Recepiamo anche alcune regole internazionali tra cui l’aggancio a torpedo entro i 10 metri e l’abolizione del trasporto face-up (la regola dei 90 gradi simile al dorso). Insomma, si tende a semplificare le norme per una maggiore fruibilità. Ecco propagandare prima queste novità sarebbe stata una buona cosa, ma tanto é queste regole verranno recepite ai prossimi Assoluti. Tra l’altro sarebbe gradito, quando questi cambiamenti avvengono, una piccola nota dove si invita a prendere visione delle nuove norme usando i molteplici mezzi di comunicazione che la modernità ci offre.

Passiamo alla competizioni. Otto nazioni, quindi un bel gruppetto internazionale, si sono date battaglia alla German Cup, che precede ora la Orange nel calendario.

L’Australia non scherza una cippa. Vero é che per loro siamo in un momento magico della stagione, cioé primavera inoltrata, ma il livello della nazionale schierata a Warendorf é di tutto rispetto. Lo provano i due record mondiali degli ostacoli di Woodward in 1’53″16 e della Davies nel superlife in 2’20″05.

Parlando del comparto femminile, non scopriamo qui il talento di Lani Pallister, anno 2002 e oro nel misto con il nuovo mondiale Youth di 1’10″15 e argento nel super anche qui con il nuovo limite Youth di 2’22″32. Considerando che é un’atleta che alla pari della Gillett viene dal nuoto (1’58″09 nei 200 e tre titoli mondiali Juniores dai 400 ai 1500) consideriamola già una probabile protagonista ai prossimi mondiali Assoluti di Riccione.
Qui il record del super e le due belle interviste alle atlete, nonché un consiglio su come si fanno gli streaming magari da archiviare per Riccione 2020.
Da notare come le parti tecniche di vestizione e aggancio siano, per così dire, perfettibili: chi ha voglia cronometro alla mano può vedere l’ultimo 50 di Lani percorso in circa 30″.
Le nostre ragazze non stanno a guardare: l’unico titolo sfuggito alle Aussies nelle prove a squadre é la corda femminile vinta da Lanzillotti e Meschiari. Certo un non entusiasmante 17″99, ma meglio di niente. Per il resto, nulla da segnalare ed é giusto così.

Pure nei maschi gran spolvero dei canguri. Detto del primato del mondo, parliamo anche della staffetta ostacoli maschile che realizza la seconda prestazione mondiale dopo quella dei cinesi ai Mondiali militari 2019 (qui la Cina ha stracciato il record del Giappone realizzando 1’34″80, per intenderci un passo da sotto 24″ per tutti). Woodward, Davis e Koch sono l’ossatura portante, e soprattutto sono del 1996-1998, quindi in grande crescita.

Solo tre vittorie individuali sono sfuggite alla squadra australe: il trasporto femminile e le gare a pinne. Qui continua a brillare la stellina tedesca Nina Holt, campionessa europea nelle pinne e nel trasporto e primatista del mondo in staffetta manichino. Il suo tempo é arrivato a 52″46. Insomma, aspettando la Orange Cup (che storicamente é di un livello minore pur nella sua importanza) il salvamento fa vedere alla nazionale italiana che il panorama si muove e che la piscina non garantirà più così facilmente quella fucina di successi. Forse, e dico forse, un’occhiata fuori dalle vasche bisogna darla. Siamo avvisati.

Nella foto Johanna Schreiber (Foto: Daniel-André Reinelt – DLRG)

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