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Assoluti invernali 2018 – Combinata moderna, pasticci all’antica

Tempo di lettura: 5 minuti

Quando ero giovane c’era ancora il tram a cavallo, la bombetta e il bastone da passeggio, un uomo girava in frac e Golgi scopriva la colorazione per le cellule neuronali – chi non conosce Golgi si vada a leggere un po’ la storia del Nobel: io so che facevamo merenda assieme nel cortile dell’Università di Pavia e lui continuava ad asserire che il poco cervello che gli esseri umani usano era un sincizio mentre Cajal, che purtroppo aveva ragione, che i tristi neuroni solitari nella testa di molti di noi erano singole cellule distinte. C’era anche il salvamento, lo faceva anche la Regina Elisabetta (non quella di adesso, quella prima) che poi lo ha insegnato alla figlia: la quale però portava a rana perchè lì le persone bisognava salvarle veramente (“first, fast” è una regola di adesso…i tempi cambiano).

Questo per dire che insomma bisogna anche sapersi rinnovare con uno sguardo al passato.

 

E così gli Assoluti di Milano si ripresentano con questa nuova formula a gare singola ma con una classifica finale generale. Introdotta lo scorso anno, la formula piace. Crediamo. Gare a serie, abbastanza veloci, inframmezzate da queste gare sprint che sono utili un po’ a spezzare la monotonia e la lentezza della competizione di salvamento, un po’ a verificare le frazioni di alcune staffette, un po’ perchéperchè diciamocelo se no tutto finisce in due ore e il salvamento mica può permettersi di fare gare che durano poco, altrimenti poi arriviamo ai categoria e ci lamentiamo che si sta dodici ore sul piano vasca con gli Esordienti A.

 

La formula piace sì, il periodo insomma mica tanto. Siamo sotto Natale, ci sono i regali da preparare, i parenti da salutare, le cene aziendali, i Mondiali di vasca corta da vedere (mica pizza e fichi), e per qualcuno che poi sarebbero gli azzurri della nazionale una competizione appena finita.

 

Ciononostante ranghi praticamente al completo. Io ho provato a defilarmi ma non c’è stato niente da fare. La società, il sito Internet, gli atleti, il comitato regionale, la stampa specializzata, la regina Elisabetta (la figlia, quella di adesso) e anche il signor Mario mi hanno chiesto di andare. Io ho provato a spiegare che non potevo lasciare soli i master a Sondrio, ma nessuno ha provato pietà (o ha creduto alla mia scusa) e così sono stato in campo gara.

 

Le occasioni per inferocirmi subito alla prima gara della stagione mi sono state offerte su un piatto d’argento da una vasta gamma di situazioni.

 

Intanto ho scoperto che ci sono ben 45 metri di impossibili percorsi tra  la tribuna atleti e la segreteria della manifestazione dove si trovavano le starting list. Un percorso che per la mia società solo io sono stato in grado di percorrere per recuperare una  lista cartacea. Ho notizia di almeno due allenatori spariti nel tentativo, li stanno ancora cercando.

 

Nel frattempo le gare si dipanano con destrezza, e vedo gli ostacoli appannaggio dei soliti noti. Vedo anche nelle gare sprint affacciarsi qualche fresca novità. Nei sottopassisootopassi è spesso il re degli ostacoli Fabio Tadini che ci delizia con i suoi successi, ai quali mi inchino con regale perizia. Se leggo bene le frazioni delle sue atlete, mi aspetto qualche dolce sorpresina nel prosieguo della stagione.

 

Gli ostacoli normali vedono invece dominare sempre la regina Silvia prima del ducato di Modena e Guastalla, oramai principessa di Roma e del Foro Italico.

 

La seconda occasione di imbufalimento, che porta i miei neuroni a una temperatura di circa 78 gradi Celsius, è la scoperta che la mancata segnalazione delle assenze comporta una multa per ogni gara non fatta di 75 (settantacinque) euro se non segnalata adeguatamente. Avete capito bene. La circolare attuativa recitava entro il giorno 8 dicembre. La saletta della segreteria interna non è saltata in aria solo perchè Nobel (leggetevi chi è e cosa ha fatto) mi ha convinto che l’uso della sua sostanza per scopi diversi da quelli civili non è socialmente utile. In ogni caso leggetevi bene la circolare e pensateci due volte quando i vostri atleti decideranno durante un campionato italiano di non partire perchè sono un po’ stanchi.

 

Intanto nella gara di torpedo le prime sorprese. E ci sta che un Musso reduce da tanti mesi di lavoro non ce la faccia a fare meno di 54” nei 100. E che vinca Petruzzi. Bravo Petruzzi. Mi raccomando Musso non fare come la Di Liddo che ci ha stracciato la fava con la storia delle sue marce che oramai lo sa anche il re di Norvegia ed è uscita la notizia pure su Swimswam Italia.

 

La terza occasione di imbufalimento è la dimenticanza in tribuna della macchina fotografica causata da vari eventi tra cui la immane distanza irta di pericoli fra la tribuna atleti di Mecenate nota per la sua pericolosità e la giuria, il che porta gli allenatori ad evitare di spostarsi. Chiamati per un problema tecnico alle piastre (strano…)  il sottoscritto, che avendo attraversato con Amundsen l’Articol’Antartico a piedi non teme pericoli, sia avvia per l’arduo tragitto verso i giudici. Ma è anche molto distratto come tutti sanno e quindi se nell’Antartico dimenticare qualcosa è impossibile (non c’è nessuno quindi se lasci una cosa per terra si vede subito) in tribuna a Mecenate  lo è. La macchina comunque c’è ancora quindi vi tormenterò nuovamente con le mie foto.

 

La sera di sabato ho stabilito con il mio compagno di scorribande un nuovo record. Mecenate ore 18,45 – Colico trattoria Posallo tavolo 7 ore 20,05 con sosta cambio auto e passeggeri. La foto di copertina illustra l’impresa compiuta. Neanche Jacky Ickx faceva meglio. Ma come chi è? Niente, lasciamo perdere.

 

Parlando sempre di personaggi una menzione per Mauro Ferro. Primo nel trasporto con un più che pregevole 28”87, primo in due gare sprint, a podio nel misto, perde il podio della combinata per una squalifica nel superlife dubbia. Che io non ho visto quindi non mi permetto di giudicare. La faccia del suo coach però era pessima, come quando Scott vide la bandiera di Amundsen prima della sua al Polo Sud.

 

Vi chiederete perchè non parlo di Gilardi che ha vinto super. Ecco l’ho fatto.

 

Vi chiederete perchè non parlo della Volpini che non perde a torpedo neanche con le pinne di gomma. Fatto anche questo.

 

Nuove speranze crescono. Nelle gare sprint femminili podi supergiovani. Nomi noti emergenti che speriamo si confermino. Ma Cristina Leanza sopra tutte nei trasporti. E così abbiamo detto tutto.

 

Non solo femmine: nella pinne sprint podio con due giovanotti millennials. Speriamo di vederli anche nelle gare consuete, le premesse ci sono tutte.

 

Il mattino ha l’oro in bocca ma anche i record del mondo. Che mai mi sarei aspettato di vedere qui. Invece c’è stato, ad opera di Lucrezia Fabretti. Si avvicina una barriera da molti ritenuta impossibile. Speriamo di esserci abbastanza a lungo per vederlo. Diceva così anche Antoine de Saint-Exupéry per il suo premio Nobel. Nel caso, ricordo a chi sa la statuetta d’argento nella bellissima vasca dei pesci rossi di Mecenate.

 

Non ho citato molti atleti, che mi perdoneranno (altrimenti pazienza). Prometto che prenderò in giro molte più persone ai Campionati di categoria. Dove spero farà un pelo meno freddo. Oppure no. Meglio che in Antartide però. Dove ho lasciato il mio sacco a pelo…mannaggia.

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